Tutti conosciamo la fiaba di Cenerentola, uno dei grandi classici della letteratura e della tradizione orale mondiale. Non tutti però sanno che questa fiaba ha origine nell’antico Egitto ben 2.600 anni orsono, e il nome della fanciulla destinata a diventare Regina è Rodopì, una schiava al tempo del Faraone Ahmose II, nel VI° Secolo avanti Cristo. Il faraone Ahmose II in realtà sposò davvero una cortigiana di nome Rodopi, facendo di lei una regina, e la storia ci giunge grazie a numerosi fonti fra cui Esopo, che conobbe personalmente la donna. Durante il periodo di apertura alla Grecia dell’Egitto, la fiaba, mutata rispetto ai fatti originali del matrimonio fra Ahmose II e Rodopi, divenne eccezionalmente popolare, giungendo all’orecchio dei cantastorie di tutto il mondo. Questo è solo l’inizio perchè nel 1822 i fratelli Grimm rimaneggiarono la versione ed anche ampiamente per renderla piu’ accettabile al pubblico.  Nella storia originale il padre non è morto, ma vivo e connivente con la matrigna, che è il mezzo attraverso il quale le due sorelle comandano Cenerentola. Quest’ultima coltiva un albero di nocciolo, che altri non è che la reincarnazione sotto forma di vegetale della madre morta. La defunta madre vestirà la figlia per i tre giorni del ballo, e saranno i colombi (aiutanti magici) a svelare al principe l’inganno delle due sorelle che avevano tentato di calzare la scarpetta. Queste infatti non si arrendono alla grandezza dei propri piedi, tagliandosi l’una le dita e l’altra il tallone pur di calzare la scarpa. Il sangue che fuoriesce dalla scarpetta tradirà le intenzioni delle due sorelle, le quali verranno addirittura accecate dai colombi durante il matrimonio di Cenerentola con il Principe. Tornando indietro di due secoli nel 1634, il narratore napoletano Gianbattista Basile descrive Cenerentola come un’assassina. Cenerentola viene guidata da una matrigna davvero diabolica, che per prima cosa fa uccidere alla ragazza la seconda moglie del padre, e poi comincia a torturarla insieme alle sei figlie tenute nascoste sino al momento del matrimonio. Anche il padre di Zezolla, questo il nome italiano, non è da meno, e si dimentica completamente della figlia una volta sposata la terza moglie. Cina. La versione cinese della fiaba parte da una condizione di bigamia del padre di Yeh-Shen, il nome in lingua originale. La madre naturale della ragazza muore, lasciando la figlia in compagnia del padre e della matrigna. L’unico amico di Yeh-Shen, un pesce, viene ucciso dalla matrigna e servito per cena. Le ossa del pesce diventeranno l’aiutante magico della ragazza, che perderà la famosa scarpetta a una festa di paese. La scarpetta era così piccola che nessuna donna in Cina sarebbe stata in grado di calzarla eccezion fatta per Yeh-Shen, che si recherà nella bacheca dove era esposta e verrà così scoperta dal Re. Comunque, esistono anche altre versioni favolistiche di Cenerentola, soprattutto in Russia, dove la giovane fanciulla caduta in disgrazia, viene salvata da un aiutante magico, ovvero da un animale morto, che corre in suo soccorso, perché lei ne conserva le ossa. Cenerentola è una fiaba internazionale da sempre edulcorata per i bambini al fine di non svelare le crudeltà e le atroci quanto misteriose situazioni nelle quali si era ritrovata la protagonista. L’innocenza e il candore di questa fiaba lasciano lo spazio al macabro e all occulto per una fiaba da raccontare in chiave noir.