A prima vista, sembrerebbe che l’accomodante fosse l’esatto contrario dell’attaccante difensore. Anzichè approffitare della minima provocazione come una scusa per scendere sul piede di guerra, l’accomodante farebbe qualsiasi cosa pur di “mantenere la pace”
Il perfetto esempio storico di Grande Accomodante è stato il primo ministro inglese Neville Chamberlain, che accettò di cedere la Cecoslovacchia ad Adolf Hitler nell’errata convinzione che questo avrebbe ammorbidito l’aggressore. Le ultime parole famose di Chamberlain alla fine della Conferenza di Monaco furono: “Credo che abbiamo assicurato la pace per il nostro tempo”. Invece, com’è noto, la “generosità” di Chamberlain diede a Hitler il via libera per scatenare la seconda guerra mondiale.
L’accomodante di solito non agisce da una posizione di forza. La sua motivazione è la paura, e la convinzione di fondo di non avere alcun potere. Quando si trova a doversi confrontare con un’opposizione, alza le mani e si dice “Non riuscirò ad avere quello che voglio, perciò tanto vale che ceda.” Oppure. “Non sopporto discutere, le guerre non hanno mai risolto nulla. E’ meglio porgere l’altra guancia.”
A modo suo, quindi, l’accomodante è tanto insicuro quanto l’attaccante difensore, e ha la medesima tendenza a non assumersi le responsabilità dei problemi che si trovano davanti, anche se invece sembra che lo faccia, in realtà, invece, di solito è arrabbiato come l’attaccante difensore e altrettanto convinto, seppur dentro di sè sente di avere ragione. La differenza sta nel fatto che l’accomodante è ostile in modo passivo anzichè attivo.