Una strana serata (2a parte)

‘Prenda la pila dal cruscotto e guardi giù dalla scarpata se si vede quel disgraziato” disse l’uomo. Mauro come un automa obbedì. Prese la pila e scavalcò il gard-rail. Vide una scarpata abbastanza percorribile e cominciò a scenderla. Si avviò sotto il livello della strada,con la pila che sondava un paesaggio arido, con scarsa vegetazione.
La paura era tanta .
Mauro alzò la pila per vedere meglio, intanto le passavano nella mente mille pensieri. ‘Guarda in che pasticcio si era messo’. Decise di tornare sui suoi passi per risalire sulla strada. ‘
A quell’ora, i soccorsi erano già arrivati sicuramente.’ Ispezionò la zona puntando la pila intorno, ma non vide nulla. Aguzzò la vista per vedere meglio. pochi passi da lei c’era un cespuglio, Mauro s’avvicinò, e vide un uomo con la testa tutta insanguinata.  E’ morto pensò, l’ho trovato!‘ Per prima cosa decise di scappare: aveva una paura terribile. Fu però più forte di lui il desiderio di prestare soccorso, e s’avvicino al cespuglio. Notò che era un ragazzo. Con la pila puntata sul viso del giovane vide che era ferito gravemente. Non osò toccarlo, disse solo:’‘ non ti preoccupare stai tranquillo, sta arrivando l’ambulanza”. Non ebbe risposta. E’ morto pensò di nuovo. Tornò sui suoi passi per risalire la scarpata, quando un colpo terribile alla testa lo fece cadere a terra privo di sensi. Si svegliò come da un lungo sonno e, quando realizzò quello che le era accaduto, si guardò attorno e vide che era in una stanza che non conosceva, sdraiato su ad un letto. Si toccò la testa, perché le faceva un gran male e sentì che era fasciata.
Dov’era finito? Dove si trovava? Perchè stava cosi male?
I pensieri balerano come lampi nella sua testa intanto Mauro provò a mettersi seduto sul letto, cercando di capire dove si trovava. La stanza era completamente vuota c’erano solamente il letto, una sedia e un piccolo sgabello. La testa pulsava di dolore e barcollando cercò di avviarsi verso la porta. 
Cominciò a rendersi conto che, oltre il dolore alla testa,il disagio che provava era dovuto al freddo che incombeva nella stanza. Capì che dove era costretto, doveva essere una specie di capanna che serviva ai pastori o ai contadini per deporvi gli attrezzi. Non aveva finito di pensare quando udì dei passi avvicinarsi alla porta Un rumore ,un colpo e la porta s’aprì. Davanti a Mauro stava un uomo con il volto coperto da un passamontagna blu. ‘’Vorrei sapere dove mi trovo ‘‘ chiese Mauro , ben sapendo che rischiava grosso facendo una domanda di quel genere.

‘Signore, non è lei che deve fare domande , ma sono io”.
“Cosa volete da me! Mi sono fermato sulla strada perché ho visto un incidente . Stavo andando a casa, avete sbagliato persona sicuramente”.
” Ah davvero?” incalzò. L’uomo. Mauro sentiva che l’irritazione dell’individuo cominciava ad aumentare.
Un filo di luce entrava dalla finestra, che andava a posarsi sulle mani nervose dell’uomo.
‘Dove diavolo era il ragazzo che lei aveva visto quasi morto dietro un cespuglio giù dalla scarpata? Mauro disperato non riusciva a concentrarsi. Aveva un freddo cane e la testa poi… Con la forza della disperazione cercò di mantenersi Calmo e disse: “Per favore lasciatemi andare, io sono solo un giornalista che fa il suo lavoro . Niente di più, non sono neppure benestante.”
‘’Ah davvero”, ripetè l’uomo.
‘’Non voglio danaro signore.”
‘Che diavolo volete allora?”
Mauro barcollando, tornò a sedersi sul letto.
‘Sei giornalista e stai ficcando il naso in cose che non dovrebbero interessarti.”
Il giornalista era terrorizzato. Fingendo sicurezza e grande coraggio disse: ‘se non mi lasci andare,presto la polizia sarà qui L’ho chiamata prima, quando mi sono fermato per soccorrere la persona dell’incidente.” Nello stesso momento in cui pronunciava quelle parole, il suo pensiero le rivelava una situazione terrificante: non era prima, ma la sera prima. Era giorno; aveva chiamato la polizia e l’ambulanza la sera prima. Non ebbe il tempo di dire altro, perché l’uomo le si avvicinò con uno straccio nero in mano e le bendò gli occhi.
‘’Andiamo” disse con voce che non ammetteva altro commento. Mauro s’alzò dal letto a fatica Aveva tutto il corpo indolenzito e percorso da un tremore incontrollabile . L’uomo lo spinse verso la porta e, afferrandolo fortemente per un braccio, la spinse fuori. All’esterno brillava una luce spettrale che irrigidì i muscoli già intirizziti del povero mal L’aria frizzante accentuava il suo tremore. ”Questo è un incubo” si ripeteva,’ tra un po’ mi sveglierò e tutto sarà finito”. La realtà, però, era lì davanti a lui inconfutabile. Ebbe appena il tempo di realizzare la situazione,era buio assoluto. ” Forza andiamo” disse l’uomo prendendolo per un gomito e sospingendolo dentroad un auto che non aveva visto prima di avere la benda sugli occhi.

(seconda parte)

continua…

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