Una strana serata (1a parte)

Mauro spense il computer e le luci. Chiuse la porta dell’ufficio e si avviò verso il lungo corridoio che lo avrebbe portato all’uscita.
Anche quella sera aveva fatto tardi. Guardò il suo orologio digitale, segnava le 22. Stanchissimo, gli occhi arrossati; troppe ore davanti a quel “trabiccolo” ma l’articolo sullo scandalo del giorno: un alto dirigente della finanza coinvolto in un giro di pornografia e di sfruttamento della prostituzione. Era ad un passo dall epilogo.
Scese le scale correndo, lasciando le ultime energie sui gradini e una ventata di aria fresca lo investì in volto. L’inverno era arrivato. Alzò il bavero del cappotto e si avviò verso il parcheggio dove l’aspettava la sua auto. Un posto caldo fino a casa e poi finalmente la pace. Dalla sua posizione fino al parcheggio c’erano cinquecento metri ma mai come quella sera quel tragitto sembrava eterno.
Devo proprio cambiare vita. Cosi non posso continuare. Pensò Mauro, affrettando il passo. Da quando si era lasciato con Giulia, le sue giornate erano interamente dedicate al giornale e cosi facendo trascurava se stesso e tutti coloro che lo circondavano. L’unica persona che lo comprendeva era Gianni, un amico, un bravissimo giornalista di cronaca. Accese la macchina e si diresse verso il corso principale, passò il ponte e si diresse verso casa. Una villetta sulla collina prospiciente il centro cittadino .Non vedeva l’ora d’immergersi nella vasca da bagno e rilassarsi. Voleva stare nella vasca calda cosi poteva pensare e poltrire tranquillamente.
”’Quei fari sono troppo alti pensò, ”danno proprio fastidio”.
Mise il piede sul freno, per rallentare la corsa, ‘Cosa sta succedendo’. Forse c’è un incidente. Fu costretto ad arrestarsi, perché al centro della mezzeria c’era una macchina ferma con luci accese e il cofano fumante. Anzi, guardando meglio, aveva il paraurti anteriore completamente sfondato. Tutto fumava. Accostò e scese. Mentre s’avvicinava alla macchina ferma, ebbe un attimo di paura. Fu solo un attimo, perché era tardi per qualunque altra decisione. Era arrivato vicino all’auto, ma non vide nessuno.
Guardò tra i vetri mezzo sfondati, non c’era nessuno.
‘Che diavolo sta succedendo’ disse tra sé. Mauro decise di chiamare col cellulare il pronto intervento .Sentì un lamento umano, aguzzò la vista, feceil giro attorno alla macchina e vide tra le due ruote dell’auto un uomo con la fronte sanguinante.
Era seduto e si teneva con una mano la fronte.
-Cos’è successo?- chiese Mauro rivolta al ferito.
‘’Ho ucciso un uomo ”rispose”. Là, giù dalla scarpata. Non l’ho visto ‘’. L’ uomo perdeva sangue vistosamente dalla ferita che aveva alla fronte .
‘’Cosa vuol dire giù dalla scarpata ‘‘si chiedeva cominciando ad inquietarsi .
‘’Mi è apparso davanti all’improvviso” disse ancora l’uomo.  La mente di Mauro cominciava ad avere dei brutti pensieri, come colto da un colpodi genio pensò” chiamo la polizia e l’ambulanza;” come ha fatto a non vedere ?”
‘’Ho visto un uomo scaraventato da una macchina che viaggiava davanti a me, la macchina non si è fermata. Io ho cercato di non investirlo. Sono andato a sbattere con un testacoda  contro il garde -rail. La mia manovra non è servita ad evitare l’impatto.
I soccorsi stavano arrivando.

(prima parte)

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