The Big Data

La vicenda Facebook-Zuckerberg ha tenuto banco in questi ultimi giorni e lo stesso titolare di Facebok si è scusato davanti a 2 miliardi di utenti. Ben poco è servita la sua “arringa” perchè la rete delle reti non è piu’ cosi sicura e affidabile dal punto di vista della privacy e della violazione della stessa. Non si tratta soltanto di prevenire eventuali manipolazioni dei comportamenti individuali ma proteggere l’oro del nuovo millennio, i cosiddetti “Big Data”. I Big data sono foto, immagini, video, post; sono tutte quelle azioni che compiamo giornalmente su Facebook e non solo sui social e che ci identificano. C’è il rischio di creare una società fittizia, un fake. In rete non siamo tutti uguali, non c’è uguaglianza tra nessun utente. Sarebbe meglio cambiare atteggiamento e cominciare a dare peso alla nostra identità digitale. Se quanto aggiungo al mio account social contribuisce a dipingere un io digitale concreto (squadre seguite, cibo preferito, serie tv amata), solo le azioni concretizzate valgono davvero in ambito commerciale. Il biglietto per lo stadio comprato online, l’ordine della cena fatto tramite app e consegnato a casa, l’abbonamento al servizio di streaming su smartphone e tablet. Questo è Big Data. Come fanno a sapere tutto di noi Google o Amazon?  Semplicemente attraverso i metadati (come ad esempio l’uso di una app, o di un sito web senza conoscerne il contenuto della navigazione). E con i metadati i due colossi arrivano ai nostri Big Data e ci mettono a nudo davanti al mondo virtuale. Non si può scappare. I Big Data sono del tutto discriminatori ed hanno fatto si che il cittadino mondiale, utente della rete venga inserito in una tabella merceologica. Esempio pratico: quando cambiamo gestore telefonico la compagnia telefonica ti tartassa con nuove promozioni e una migliore dell’altra e ritroviamo l’ offerta durante una normale navigazione in quelle piattaforme dove noi ci rechiamo spesso. I venditori tengono a noi utenti, anzi per meglio dire, tengono al nostro account ed è per questo che invece che renderci tutti uguali, il web ha accentuato le distanze tra le classi, lasciando nell’ombra chi della rete non importa quasi nulla. Siamo cittadini 2.0, persone ma account con una valutazione da 1 a 5 stelle come avviene nella serie Netflix “Black Mirror”  dove si racconta un futuro in cui le persone possono valutarsi a vicenda con un punteggio da una a cinque stelle per ogni interazione che hanno. Tale valore influisce sia sullo stato sociale che economico. La privacy è ad ogni modo un elemento strutturale di qualsiasi social o piattaforma e tutti i progetti digitali devono essere assolutamente regolarizzati e messi in sicurezza. I dati degli utenti non possono essere divulgati se non per lo stretto necessario per la gestione di quella atività e solo per un tempo ben definito.  Unico obiettivo è evitare abusi di potere dando origine a categorie socialmente discriminanti.

Anime legate

Il tema delle “anime legate alla terra” è ancora ben poco conosciuto presso il grande pubblico, ma è di tale importanza che vale la pena di affrontarlo. Con “anime legate alla terra” si intendono quelle anime che dopo aver abbandonato il corpo terreno restano, per i motivi più diversi, così fissate ai fatti terreni che trascurano di intraprendere il loro necessario cammino nella sfera ultraterrena.  Il loro unico interesse è rivolto, come quando erano in vita, a fatti terreni, e per questo motivo tentano di prendere parte alla vita di un corpo vivente, per avere così di nuovo una possibilità di azione e di movimento. Il motivo di questo legame con la terra è che, per quanto strano possa apparire, la persona in questione non ha ancora capito bene di essere morta. Premessa di questa condizione è che la persona abbia creduto fermamente che con la morte tutto finisce. Quando una persona con questi convincimenti muore improvvisamente, per lei cambia soggettivamente così poco che semplicemente non le viene neppure in mente di essere morta.  Altri motivi di questo legame possono essere pesanti errori che il trapassato desidera correggere personalmente oppure l’anima può essere “trattenuta” dall’eccessivo dolore dei parenti, che cercano in un certo qual modo di incatenare a sé l’anima del defunto. E’ possibile che in certe circostanze un vivente sia posseduto da più anime legate alla terra, e qui bisogna stare attenti a non confondere il termine “possessione”, usato in questo senso, con la possessione demoniaca.
Le anime legate alla terra non hanno in mente niente di malvagio, ma sono anzi in una situazione penosa e si aspettano di essere aiutate. Le entità ultraterrene non possono però dare quest’aiuto finché queste anime non si distolgono dai fatti terreni e non chiedono aiuto. E’ quindi compito dei viventi fornire a queste anime l’aiuto necessario. Tutte le religioni prevedono infatti rituali per i defunti, messe e intercessioni. Un documento impressionante da questo punto di vista è il Libro Tibetano dei Morti, che illustra un rituale che ha il compito di far da guida alle anime dei trapassati.  La possessione di un vivente attraverso le anime dei defunti può manifestarsi in lievi sintomi e anche in vere e proprie malattie psichiche. Molte cose fanno pensare che la maggior parte delle malattie classificate come “schizofrenie” siano caratterizzate dalla presenza di anime legate alla terra. In questi casi debbono venire curate le anime, non il paziente, e solo in questo modo si può arrivare alla liberazione delle anime e alla guarigione del paziente. Lo psichiatra americano dott. Wickland all’inizio del XX secolo ha trattato in questo modo con successo la schizofrenia per ben trent’anni. Questo non agevole compito fu facilitato dalle doti di sua moglie, che era un’ottima medium e durante le sedute terapeutiche metteva il suo corpo a disposizione delle anime legate alla terra, così che queste potessero parlare e spiegarsi.
La terapia di un’anima deve essere tesa a spiegarle chiaramente il suo stato e a farle capire che il corpo nel quale era incarnata è morto. L’anima deve imparare a capire che non possiede più un corpo e che gli eventi terreni non hanno più importanza per lei. L’anima deve letteralmente voltarsi indietro per individuare la propria strada e poter proseguire nel suo cammino. Negli ultimi anni, le esperienze di Wickland hanno trovato numerose conferme, tuttavia è risultato anche che questi processi non sono separabili da un’infinità di problemi e di pericoli. E’ quindi assolutamente sconsigliabile voler sperimentare da profani. Recentemente si sono rivelate possibilità di prendere contatto senza medium con l’anima legata alla terra e di farla partecipare alla terapia. A questa forma particolare di terapia è stato dato il nome di “terapia di redenzione” in quanto un’anima viene liberata dai suoi legami e ricondotta alla sua vera strada.
Un ruolo centrale in questa terapia spetta alla preghiera: le anime infatti sovente richiedono preghiere. Questa è una grande possibilità che viene offerta al profano di aiutare le anime: pregare e far celebrare messe per i defunti. Ne deriva che chi resta non deve far niente per legare e trattenere i trapassati. E’ questo il tipo di anime con le quali spesso gli spiritisti e gli psicofonisti si trovano ad interagire.